Recidiv Aboulia - Una Siringa d'Acqua Fresca nel Cervello Vol.1

Luoghi d'Allerta

Data: 
30/08/2009
Luogo: 
Castello, Castro (Le)
Luoghi d'Allerta

La prima visita della settima edizione dei Luoghi d’Allerta - visite ed itinerari di spettacolo del presidio del libro di Lecce Fondo Verri - è a Castro Alta, domenica 30 agosto, l'ambientazione quella della città alta e del Castello, l’appuntamento è alle 19.30.

Un ritorno – le visite hanno già interessato Castro - nella “città battello” come nel 1703 la descriveva l'Abate Gio, Battista Pacichelli “con la poppa a Tramontana e la Prua a Scirocco”, la Nave Castro immaginata e raccontata da Antonio L. Verri, luogo simbolo di un'idea della letteratura che salpa nel mare dei generi, delle lingue degli stili.

Guida della visita sarà lo storico e poeta Maurizio Nocera.

Eccezionali e significativi gli ospiti della serata per il loro particolare approccio al Mediterraneo.

“La Cantiga de la Serena”, un progetto rivolto al recupero ed alla rielaborazione della musica antica del bacino del Mare Mediterraneo. Il repertorio - eseguito da Giorgia Santoro ai flauti; Adolfo La Volpe al liuto arabo, saz, chitarra portoghese, bouzouki, chitarra classica e Vito De Lorenzi alle percussioni, es raj, santur – propone antiche danze medievali, canti cristiani di pellegrinaggio e devozione (Cantigas de Santa Maria), delle antiche cantighe, coplas e romanze sefardite espressione della cultura e delle tradizioni degli ebrei spagnoli (vittime della “diaspora” dalla Spagna e dal Portogallo alla fine del ‘400).

Altri suoni e suggestioni che sanno di viaggio e di mare quelle che verranno proposte da Raffaella Aprile ed Antongiulio Galenado con Radio Egnatia, una stazione radio immaginaria dove vicende umane e testimonianze di viaggio si intrecciano in un caleidoscopio dalle infinite combinazioni. Mischia frequenze e cerca sintonie sperimenta ascolti col 'segnale' lanciato in avanti a tentare la rotta.

Il diario sonoro di un viaggio che si è mosso lungo il tracciato della vecchia strada romana che univa, con l'Egnatia, Roma a Costantinopoli attraversando i Balcani. Salento, Albania, Macedonia, Grecia, Turchia e i “luoghi” simbolici di culture dimenticate e di popolazioni che hanno subito drammatiche esperienze di sradicamento. Nel tentativo di ricostruirne l’identità frammentata e dispersa in tremila anni di storia - il film nato da un'idea di Matteo Fraterno e realizzato da Davide Barletti e lo spettacolo-allestimento di Raffaella Aprile e Antongiulio Galeandro - ricompongono come in un mosaico elementi griki e traci, suggestioni illire, albanesi, italiche e anatoliche tracciando un percorso della memoria che attraversa confini geografici, etnici e culturali.

Il libro della serata è di Pier Luigi Mele, Da qui tutto è lontano, Edito da Cosimo Lupo.

Un libro che accoglie una voce, anzi no, più voci. C'è un castello ed un re; c'è una corte e tante solitudini che s'intrecciano in dialoghi che inseguono la speranza. Come noi, adesso nel nostro Tempo. Prestate orecchio, ancora c'è sussurro. Scegliete un posto ed aspettate! Sentirete ancora possibilie lo stupore. Soli, in cerca di nulla, la gran parte presi da smemorati clamori inseguono ciò che più non è! Allora la lettura, i versi dei poeti: l'ottimo viatico per trovarsi di là del Tempo nell'inconsueto, nel segreto. La storia di Mezzaluna, stravagante sovrano che abita “in un Sud intriso di miti e aromi”.


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