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Speciale Rockinday (1/6) - Shoe's Killin' Worm

shoe's killin' worm

Primo appuntamento per conoscere da vicino le band che parteciperanno a Rockinday, importante appuntamento musicale dell’estate Pugliese che si terrà il 4 e 5 agosto prossimo a San Vito dei Normanni (Brindisi).

Iniziamo con gli Shoe's Killin' Worm.

Per rompere il ghiaccio iniziamo con la classica domanda di rito: quando e come si è formata la band? Come vi siete incontrati?

La prima formazione nasce nel 2004 da un idea di Luca e Marco ed era priva di sezione ritmica. Si basava sulla fusione di melodie pianistiche jazzate, calate nell'atmosfere noise delle chitarre di Marco e nelle dissonanze vocali di Luca, con una vasta presenza di elettronica minimale. Sin dall'inizio la scelta del gruppo è stata quella di dedicarsi ad una produzione basata sull'improvvisazione, seguendo un canovaccio melodico e armonico predefinito e scandito dai loop ossessivi dei campionamenti, sui quali gli strumenti si innestavano aggiungendo colori e sfumature.

Il nome di una band può essere un elemento di discrezionalità nella scelta dell’ascoltatore? In altre parole, secondo voi, una persona che ha voglia di ascoltare musica nuova può essere influenzata già solo dal nome del gruppo? E voi come avete scelto il vostro?

Il nome della band rispecchia indubbiamente la sua idea di musica, è un po’ il titolo del racconto che si vuole raccontare e quando ti si cuce addosso con gli anni diventa anche il titolo della storia del gruppo, il suo vestito, la sua pelle. Consciamente o inconsciamente è una cosa che finisce con l’appartenerti. Noi ci siamo chiamati SHOE’S KILLIN’ WORM facendo un esperimento dadaista: abbiamo preso vari spartiti e li abbiamo sparsi sul pianoforte poi abbiamo messo insieme parole dai titoli delle canzoni. Ma il vero senso del nome è venuto dopo, addirittura col tempo, riflettendoci, ma anche fantasticando: la scarpa che uccide il verme è l’atto che ognuno di noi compie ogni giorni, ogni attimo, restando in silenzio omertoso, mentre il mondo uccide il mondo a partire dalle forme di vita più piccole e più deboli.

Avete un cantante, un gruppo, una corrente musicale di riferimento?

Tante ispirazioni: il post-rock dei Sigur Ros, Mum e Mogway , l'elettropop degli Air, l'elettronica di Bjork e il trip-hop dei Portishead e dei Massive Attack, l'indie-rock dei Motorpsycho e dei radiohead.

Quando la band ha raggiunto una certa stabilità, qual è stata la prima cosa che avete fatto (incidere un cd, cominciare a trovare serate, curare la parte web?)

Coi tempi che corrono la parola “STABILITA’” è un privilegio che nemmeno nell’arte ci si può permettere di pronunciare senza il rischio che ti cada un fulmine sulla testa… Comunque forse la nostra fortuna è stata quella di essere artisti molto diversi ma pur compatibili, per cui nel momento in cui ci siamo riscoperti molto affiatati e la formazione si è compattata abbiamo cominciato a produrre una quantità mostruosa di brani (ne abbiamo per 3 dischi circa), ma la cosa più importante è che ci anima ancora è la ricerca di un suono viaggiante, che ci porti in ogni live con una nuova dimensione, un nuovo approdo verso gli occhi della gente. La parte più pragmatica, più produttiva del nostro progetto dovrebbe prendere entro l’anno una piega decisiva, siamo da un po’ in contatto con Roberto Romano di “Rosso di sera” con cui stiamo ultimando il nostro primo disco, una faticaccia immane per curarlo sotto tutti gli aspetti ma che ora sembra arrivata all’epilogo, speriamo felice.

Molti gruppi all’inizio attraversano la fase ‘cover band’. Anche il vostro percorso ha incontrato le cover o avete iniziato fin da subito con un vostro repertorio? Vi capita comunque, durante i live, di suonare qualche pezzo famoso cui siete particolarmente affezionati?

Come avrete la fortuna, o la sfortuna di sentire, dal vivo portiamo anche alcune “appropriazioni” di brani abbastanza lungi dal nostro mood: AMORE CHE VIENI AMORE CHE VAI di Fabrizio De Andrè, è forse l’esempio più emblematico di come si possa prendere musica che viaggia su un'altra dimensione e portarla nella propria stanza. Ma non mancano anche alcune “planate” sul repertorio dei Radiohead e dei Beatles che da sempre amiamo e proponiamo con passione e particolare godimento.

Quali sono i vostri progetti attuali e futuri?

Come detto sopra al momento siamo quasi totalmente assorbiti dai preparativi per lanciare il nostro disco, inizialmente, con grande probabilità sarà prima un singolo. Cercheremo di propinarlo soprattutto nel web e nelle radio. Poi un EP, un primo assaggio del lavoro di 14 tracce che abbiamo registrato che non mancheremo di portare in giro per l’Italia, sperando di farlo riecheggiare il più lontano possibile!

Convinceteci a venire ad un vostro concerto. Perché dovremmo venire a sentirvi, cosa dobbiamo aspettarci da un vostro live?

Gli SHOE’S KILLIN’ WORM fanno musica per viaggiare, chiudete gli occhi ed ascoltate le vibrazioni del nostro rumore, sentirete scorrere la rabbia, la meraviglia, la gioia e la tristezza di ogni alba e di ogni notte passata davanti alla bottiglia vuota, alla chitarra sudata, ai fogli di carta straccia consumati e volati nel cestino prima di diventare testo. Sotto il nostro palco respirerete la nostra passione e tutto l’amore che abbiamo per l’arte intesa come forma di espressione totale di ciò che siamo e di ciò che amiamo, per cui lottiamo!

Parliamo del Rockinday. Conoscevate già questo festival?

Non prima di questa edizione, è stata una folgorante scoperta, nata dalla ricerca nel web, che diviene ogni giorno di più fonte di opportunità per chi vuole ascoltare e per chi vuole proporre musica. Da li poi abbiamo approfondito tramite il sito, guardato le foto delle precedenti edizioni ed è cresciuto l’orgoglio dell’essere stati prescelti e la voglia di dare vita, di infiammare il festival col meglio di noi stessi per chi verrà, per chi ci lavora da sempre e per noi.

Che approccio avete avuto al Rockinday? Com'è stato essere selezionati per il Rockinday?

Come sempre quando vinciamo qualcosa, ci sale dallo stomaco un senso di strano stupore. Non è matematico, ci meravigliamo sempre quando qualcuno riesce a vedere fino in fondo, a pieno i colori della nostra musica e ne apprezza il contenuto. Siamo consapevoli di portare avanti un progetto abbastanza complesso, vuoi per la scelta dei testi in lingua italiana che toccano tematiche abbastanza scottanti, vuoi per la ricerca di suoni e armonie non sempre ballerecce. Quindi essere riconosciuti per quelli che sono i nostri meriti ci provoca istintivamente una voglia esplosiva di dare, anche per dire grazie a chi ha creduto in noi.

Come vi state preparando per questa esperienza?

Per quanto noi si faccia un genere complesso, quello che poi è il live è lasciato sempre alla totale istintualità, saliremo sicuramente con l’emozione della prima volta, ma con l’impegno e la professionalità della gavetta, per dare il meglio a chi incuriosito verrà a sentirci e suoneremo per ognuno di loro.

Dateci tutti i vostri link di riferimento per essere aggiornati sui vostri lavori, le nuove uscite, i concerti.

www.myspace.com/shoeskillinworm ; facebook: shoe’s killin’ worm … su queste pagine potrete trovare il passato il presente ed il future prossimo degli shoes e su you tube ascoltare più di un brano. Per il momento non abbiamo altri live estivi da segnalare, verrà fuori probabilmente qualche cosina nel pugliese, last minute, ma la cosa che più ci preme al momento e concludere il nostro prodotto discografico e sfornalo entro l’anno.

Per finire, in stile Marzullo, fatevi una domanda e datevi una risposta!

DOMANDA: Siamo contenti di fare musica inedita senza lasciarci travolgere dalle mode del mercato?

RISPOSTA: non potremmo fare altro… la musica è espressione di quello che siamo e se ci piegassimo al compromesso saremmo soli e silenziosi.

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