La mappa mondiale dell'open source
Red Hat (azienda che si dedica allo sviluppo e al supporto di software libero e open source, produttrice, fra l'altro, di Red Hat Linux) ha pubblicato la classifica annuale sull'utilizzo e la concentrazione di Linux in ben 75 paesi del mondo. Il motivo è incrementare la costruzione di relazioni e consolidare la crescita dei software open source a livello globale.
I parametri principali presi in considerazione sono fondamentalmente due: l'indice di attività ("quanto" open source è presente in un determiato paese) e l'indice ambientale (la possibilità di favorire o far coesistere l'attività open source).
Per quanto riguarda l'attività vediamo Francia, Spagna, Germania, Australia, Finlandia, U.K. e Norvegia ai primi posti, con l'Italia all'11°, gli USA al 9°, la Cina al 15° e gli stati africani in fondo, insieme a Lettonia e Moldova.
Considerando il fattore ambientale troviamo invece in testa Svezia, Usa, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Nuova Zelanda, Svizzera, con l'Italia al 22° postoe la Cina al 50°.
All'interno delle due classifiche generali vi sono poi dei sottogruppi nei quali vengono presi in considerazione indici riguardo il Governo, l'Industria e l'Educazione della Comunità.
Per un'idea più completa consigliamo di dare un'occhiata alla Classifica annuale e alla bellissima Open Source Activity Map, che mostra visivamente l'attività corrente nel campo del sofware libero.
fonte:www.redhat.com
immagine: thelordofthepc.wordpress.com






Invia nuovo commento