L'invasione delle Aleke
Trenta sculture create in trenta giorni da liberare tutte in una notte:
questo è il punto di partenza de L’invasione delle Aleke la performance di Davide Intelligente che ha avuto luogo nella notte tra domenica 16 e lunedì 17.
Provate ad alzare lo sguardo camminando per strada, scoprirete che delle nuove figure popolano la città, sono busti di donna, provocatoriamente installati su pali che avrebbero dovuto ospitare semafori o cartelli stradali ma che in realtà non sono mai stati utilizzati. La città svegliandosi troverà delle moderne divinità che, per usare le parole stesse dell’artista, “presidiano ciò che non ha più un senso, ciò che in teoria dovrebbe essere asportato, ciò che non notiamo più poiché integrato nel territorio”. Il luogo scelto per questa esposizione non è a caso l’intera città, l’intenzione è quella di rendere l’arte alla portata di tutti, di fare sì che qualunque cittadino possa assistere a questa mostra perché l’arte penetri a tutti i livelli senza neanche doverla cercare. La si può forse definire una forma di educazione all’immagine generalizzata, rivolta agli ignari passanti dotati di un po’ di spirito di osservazione.
Una forma di protesta nei confronti di una città dalla profonda ed antica vocazione artistica troppo spesso ignorata ed anche un tentativo di abbellirla, sensibilizzarla, scuoterla dal torpore. Un attacco ben ragionato, non si pensi ad un’improvvisazione. Le opere sono state ricavate, tirate fuori dalla plastica, non potrebbe esserci nulla di più contemporaneo e la trasparenza di questo materiale ben contrasta con una città votata, giocoforza, all’acciaio.
Non resta che sperare che queste Aleke siano per Taranto delle muse, fonte di ispirazione, che affascinino gli spettatori o suscitino indignazione, va bene tutto, pur di ottenere una reazione.
Si ringraziano Guglielmo Greco, critico d'arte e docente di tecniche di arti visive contemporanee, Gabriele Benefico per il supporto video e Francesco De Pace per la collaborazione. Chi fosse incuriosito può vedere il video della performance su Youtube.
Raffaella Mossa.




